Viser innlegg med etiketten autunno. Vis alle innlegg
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mandag 16. juli 2012

Dei molti e mirabolanti modi per sputtanare ogni cosa parte IV

Oak Town, 2436


- Credo di essermi innamorato di te.-
Cecilia si era sentita gelare, strato dopo strato, fino in fondo all'anima. Lo aveva visto agitare una mano come se non fosse davvero lì davanti a lui.
-No, ne sono certo.-
Aveva fissato i quadri della sua camicia, le sue braccia incrociate con determinazione.
Paul non le aveva dato il tempo di rispondergli. Le aveva posato una mano enorme su una guancia con delicatezza.
-Vedi, 'cilia...questo, è sputtanare tutto.- le aveva detto. L'aveva guardata ancora un attimo prima di ridiscendere la collina non più verde senza un saluto.
Dal piazzale si sentivano le voci. Holden passò con Sallie in spalla e la scaricò tra le proteste nella jeep ormai pronta. Paul parlava poco.
Era un rituale che si ripeteva da anni.
Il loro non-saluto, la jeep pronta, restare a guardare finché non spariva nella polvere.
Era tutto uguale e tutto diverso.
Non poteva perdere Paul.
Era stata un'estate strana. Era stato bello essere ancora più vicini.
Non avevano voluto pensare alle conseguenze.
Avevano voluto godersi quei raggi di sole, finché duravano, indipendentemente da quello che sarebbe venuto dopo.
Dopo era arrivato.
Tra lei e Paul poteva funzionare splendidamente.
Ma poteva finire, come ogni cosa. E lo avrebbe perso per sempre.
Cecilia si abbracciò le ginocchia, seduta in cima alla collina.
Era innamorata di Paul, e ne era certa. Da anni.
Non avrebbe tollerato una vita in cui Paul Carter non facesse parte stabilmente del suo mondo.
Decise che entro l'estate successiva avrebbe avuto un nuovo fidanzato scombinato. Ogni cosa sarebbe tornata a posto. Senza rischi.

onsdag 13. juni 2012

Forget to remember

Era settembre. L'estata era passata come un lampo. A 'cilia Ritter sembrava di averla appena sfiorata con le punta delle dita, e poi basta, qualche artista dispettoso aveva gettata una secchiata di rosso sulle quercie intorno ad Oak Town, ed il grande caldo era scivolato via. Paul Carter era partito da due giorni, e quei due giorni erano sembrati un'eternità.

-Berrò per dimenticare.
L'aveva avvertito, prima che scomparisse nella jeep verso lo spazioporto, con quella piega drammatica che potrebbe solo scivolare negli occhi di una ragazzina.
Paul aveva sorriso sotto quello che si continuava ad ostentare come baffo, ma che 'cilia aveva soprannominato "l'ala di pulcino".
-Non è quello che facciamo sempre? 
Cecilia alzò le spalle.
-Suppongo.
-Mh.
-Allora ci si vede, eh?
-Eh.

Non si sfiorarono, si limitarono a scambiarsi uno sguardo livido. Paul nella jeep, la jeep nella polvere, la polvere oltre l'orizzonte. Poi il nulla. Cecilia se ne tornò a casa, alzò un dito medio alle domande di Jaden, aggrottò silenziosamente le sopracciglia allo sguardo perplesso di sua madre, saltò la partita a poker con suo padre senza presentare scuse. Si sfilò dalla casa appena non-finita la cena, e tornò alla tenda. Si sedette sul tappeto di erba ancora verde, ma dopo qualche istante dovette scostare il culetto puntuto (certamente ereditato per vie misteriose dalla zia pilota), perchè sotto le chiappe stava scomodamente infilata una bottiglia di vetro. Non era una bottiglia qualcunque. Lo capì dal peso, ancora prima di vederla. Pesava più di una bottiglia di whisky. Che avessero inventato un nuovo alcolico potente il doppio? Sorrise speranzosa, ma si ritrovò a fissare una bottiglia riempita di sassolini. La smorfia delusa, però, non fece nemmeno in tempo a sorgere. I sassolini dentro il vetro erano disposti in modo da formare una scritta. "Forget to remember". Bevi per dimenticare, ma dimentica per ricordare. Ciondolò con la testa, mentre un ghigno ebete e felice si faceva spazio fra le labbra. Rimase lì ad ubriacarsi di memorie cavate fra un buco nero e l'altro, mentre il sapore dell'estate le tornava tutto in bocca.